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CLAN Spinning - News di Fine Stagione - di Giambattista Scuri

LA REGINA DEGLI ABISSI
di Marco Altamura

Ogni anno, il 20 dicembre, sul Verbano si rinnova il rito dell’apertura della pesca alla Trota Lacustre; di gran lunga il predatore da me preferito insieme alla trota marmorata, è uno dei pochi pesci che da garanzie di purezza genetica e di rusticità.

Niente a che vedere con le pseudo-trote seminate un po’ ovunque dai colori sbiaditi e dalle pinne atrofizzate. La Lacustre si concede solo a chi la sa apprezzare e per averne ragione occorre una determinazione ai limiti dell’ostinazione. Ogni lancio può essere quello vincente e per questo motivo è vietato perdere la necessaria concentrazione.

Innanzi a noi si presenta una grande distesa d’acqua all’apparenza uniforme e priva di un qualsiasi punto di riferimento; ma solo all’apparenza! Chi come me insidia questo pesce meraviglioso da più di 20 anni, ha imparato a “leggere” il lago e a carpirne i segreti e i segnali che rivelano la presenza del pregiato salmonide. Le brezze periodiche che sferzano i grandi laghi subalpini aumentano la percentuale di ossigeno disciolto nell’acqua e rivitalizzano tutti gli anelli della catena alimentare del lago. Così nelle giornate ventose le nostre avversarie sono più attive e, da animali pelagici, perlustrano ogni litorale sassoso, ogni rada, ogni insenatura e ogni foce dei piccoli riali tributari alla ricerca di pesce foraggio, unica fonte di sostentamento per questo tipo di predatore unicamente ittiofago. Armati di una canna di lunghezza mt 2,40 con potenza di lancio fino a 40 gr, daremo la preferenza ai minnow lipless, cioè a imitazioni di pesciolino privi di paletta di affondamento; questi artificiali infatti risultano essere molto aerodinamici e ci consentono di effettuare lanci da record.

Lavorano appena sotto il pelo dell’acqua e questa loro azione risulta ottimale in quanto in inverno la Lacustre ama sostare negli strati superficiali dell’acqua dove questa è più fresca e più ossigenata e qui compie le sue scorribande di caccia nei confronti della minutaglia. Capitare nei pressi di una cacciata e lanciare la nostra insidia nelle vicinanze è sempre sinonimo di uno strike!

L’attacco della Lacustre è sempre rabbioso, quasi cattivo e in canna questo nobile pesce farà sfoggio di tutta la sua indole selvaggia cercando di riguadagnare la libertà con salti acrobatici e puntate che faranno stridere la frizione del mulinello e ci immetteranno in circolo grandi quantità di adrenalina. Una volta portato a termine il combattimento, se toccando la trota ci ritroveremo tra le mani un’impalpabile polvere d’argento, avremo la sicurezza e il privilegio di avere stabilito un contatto con la sfuggente Regina degli Abissi.

Marco Altamura

 

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